Oggi mi sono unita, su invito del Sindaco del Comune di Bibbiano Andrea Carletti, alla giornata di festa e celebrazione del 25 Aprile. Questa data fondamentale segna la liberazione del paese dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista, la fine della seconda guerra mondiale, e la premessa di quella che sarà dal 1946 la Repubblica italiana.

A commemorare questa data c’erano anche:

Alessia Pellicciari, giovane bibbianese anche lei, che nei giorni scorsi si è laureata in Scienze Politiche all’Università di Parma con una tesi dedicata alle maYe trasferitesi al Nord;

Antonella Azoti dell’ANPI di Palermo, autrice del libro “Ad Alta Voce”. Il riscatto della memoria in terra di mafia, che racconta la barbara uccisione del padre, il sindacalista palermitano Nicolò Azoti.

Ho letto e sentito di diverse persone che si chiedono se ha senso ancora oggi festeggiare o meno il “25 Aprile”. Ecco la risposta giusta a questa domanda non la saprei dare, ma vi posso dire quello che è il mio pensiero personale.

Il 25 Aprile l’Italia ha riconquistato la libertà grazie ad alcune valorose persone, uomini, donne che hanno combattuto e sono morti per i loro ideali e credo sia giusto ricordarlo, non solo oggi, il 25 Aprile, ma ogni giorno.

Serve far memoria, soprattutto in questi tempi, ricordare quello che è stato la guerra e di come potrebbe riafforare. Serve far memoria perché purtroppo ci stiamo abituando a dare per scontato tante cose, come appunto la nostra stessa libertà.

Sono una ragazza italo-senegalese e mi ritengo una persona fortunata. Il Sindaco Carletti nel 2014 mi ha riconosciuto la cittadinanza italiana, anche se in Italia ci vivo dal 1992. Mi ritengo fortunata perché non potrei immaginarmi di vivere in un paese devastato dalla guerra, dove non sono neanche considerata un essere umano, privata di diritti. Mi ritengo fortunata perché ho la possibilità di esprimere in libertà e nel rispetto della cittadinanza quella che è la mia duplice identità.

L’Italia è il paese che definisco casa, quello dove ho trascorso più di un quarto di secolo della mia vita e il suo fascino mi conquista ogni giorno. A partire dalla natura, dalle Dolomiti al mare della Sardegna; dal patrimonio culturale e artistico, dalle grandi città come Venezia, Roma, Milano, Napoli; ai piccoli borghi da scoprire. E poi ancora la gastronomia, la moda…

Come canta Ghali, il rapper italo-tunisino nella sua ultima canzone “Cara Italia” questo paese non ha nulla da invidiare a quei grandi stati che vediamo nei film.

Magari in questi ultimi anni ci sono stati diversi problemi e il più delle volte sono stati messi in risalto più i suoi difetti che i suoi pregi, ma non dimentichiamoci che L’Italia è Paese della grande Bellezza.

La mia non è l’unica storia di ragazza nata e/o cresciuta in Italia. Ci sono migliaia di bambini che si identiYcano nella cultura e tradizioni di questo paese. Ci sono bambini che se non fosse per il loro colore della pelle, a sentirli solo parlare, dal loro accento verrebbe da dire che sono italiani.

Purtroppo tanti di loro non sono stati fortunati come me e chi per un motivo chi per un altro è ancora in attesa di essere riconosciuto italiano. Sono bambini che non voglio essere visti come nemici ma cittadini liberi dalla burocrazia a volte infinita e complicata, perché loro in questa cara Italia hanno trovato, una sorella, un’amica, una mamma.

Il fiore della libertà ha colorati petali dai mille significati e sensi, è un fiore di una tale bellezza ma allo stesso stesso tempo molto fragile, dovremmo prendercene cura sempre, tutti noi, adulti e giovani, donne e uomini, sempre.

Buon 25 Aprile, buona festa della liberazione.

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